| Venerdì 12 Settembre 2008 12:06 |
24 CUP 2008: 24h della Val RendenaLa 24h della val rendena ha assegnato, ai team da 6 componenti, il tricolore, benmeritato, alla squadra dell’arcobaleno carraro team, che, fin dai primi giri, ha imposto un ritmo elevatissimo, sia in campo femminile che maschile.Martino Fruet e Barbara Oberdorfer hanno “capitanato” con grinta e determinazione il loro team durante tutte le 24 ore, lasciandosi alle spalle gli avversari con facilità. Lungo il percorso che si snoda tra Caderzone, Strembo e Bocenago noi solitari abbiamo assistito e vissuto la presenza di squadre che mai avevano partecipato ad una 24h, percependo una pressione ed un ritmo maggiori, rispetto alle precedenti competizioni dell’anno. E’ difficile far comprendere a chi non lo ha mai vissuto il reale spirito di queste competizioni, durante le quali corrono appaiati solitari che, gia dalla notte avevano ampliamente superato i 200km, e squadristi che pedalano per uno, forse due giri. Due modi di “vivere” e pedalare completamente diversi, ma che si uniscono in tali manifestazioni. Non mi stupisco allora se, anche in questa occasione, sono stata travolta, durante la notte da uno squadrista intento a spingere a tutta sui suoi pedali, ma non mi meraviglia nemmeno la silenziosa attesa del solitario Luciano Zattra, partito un’ora più tardi a causa di un guasto meccanico, il quale dopo il primo giro si è seduto, tranquillamente, davanti alla sua tenda, fino a che non ci si è accorti e adoperati per rimettere in sesto la sua bike. Da un lato vive il biker agonista che sprigiona e libera la sua grinta agonistica nell’arco di minuti, spingendo rapportoni, guidando con aggressività ed irruenza, urlando se necessario, per chiedere strada. Dall’altra il solitario respira lentamente il cammino, accetta con umiltà e silenzio un destino che magari gli ha rotto la bike, studia ogni sasso del percorso, non tanto per cercare la traiettoria più veloce, ma quella meno dannosa per il fondosella e più scorrevole. Ecco allora che tra i solitari si crea una invisibile quanto mai forte linea di comunicazione ed unione, morale ed anche pratica. In val rendena in campo femminile Menapace e Balzarotti impongono da subito un ritmo elevato e regolare, Embranati vive un momento di difficoltà dopo sei ore e difficile è spiegare quanto brutto sia vedere una propria avversaria fermarsi per una “crisi” ,impossibile da comprenderede, credo, per il biker-squadrista, che gira a “fiamma”. Eppure è così. Claudio Pellegrini si mette subito al comando della classifica solo maschile, ma nella notte accusa problemi fisici ed è costretto ad uno stop. Ne approfittano così Calzoni e Capretti. Termineranno insieme, seguendo sempre il principio che prima accennavo:solitari, sì, ma lungo lo stesso percorso, vivendo e condividendo le stesse fatiche,difficoltà. Anch’io vivo bene le prime 18 ore,seguendo in classificaMenapace e Balzarotti; poi un blocco intestinale mi ferma: anche quando senti le gambe forti, ma il tuo “fisico” debole ti richiama, è il momento di abbassare la testa e accettare un ritiro. Brucia ancora oggi, ma grazie a questi momenti di difficoltà, forse, impariamo a conoscerci più a fondo, a stare meglio con noi stessi, ad essere persone migliori. Mi siedo così a “bordo campo” e,nonostante il voltastomaco, per la prima volta seguo le mie amiche avversarie pedalare i loro ultimi chilometri:le osservo negli occhi, le vedo stanche,concentrate nel mantenere una regolarità, un equilibrio; Ilaria balzarotti, prima in classifica nel Campionato, stupita mi chiede: “Ma tu cosa ci fai là!!!”.Sorrido, anche se con tanta amarezza,e incitandole di non mollare, le vedo brillare gli occhi ed un sorriso le illumina il volto. Ricordo quella canzone “…ma quando scendo dal sellino, mi viene la malinconia…”degli Stadio.Ricordo quanto bello sia stato, poche ore prima, pedalare con i fuochi d’artifico sulla testa: Sandro Ducoli non si smentisce mai:si, la festa è stata tale in val Rendena!!! Percorso veloce, con una salita abbastanza tecnica e una discesa rapida e divertente;illuminato durante le ore notture;ristori anche “abusivi”, dove la signora Mercedes soddisfa con gioia le “paturnie”dei solitari e non; docce e servizi ad hoc. La gara si conclude con Menapace in prima posizione, seguita da Bacchiavini Lisa, ciclista che è rimasta nell’ombra durante tutta la 24h, ma che al mattino ha imposto un ritmo molto intenso, acquistando posizioni; terza Balzarotti Ilaria. Siamo quasi alla fine del campionato, per il quale si aspetta la 24h di Roma per poter definire i “capoclassifica”.Noi solitari abbiamo già nelle gambe tanti chilometri, ed anche tanti ricordi nel cuore. Desideriamo ancora vivere con gioia l’ultima tappa, consapevoli che non sarà la medaglia al collo a renderci felici, ma il cammino intrapreso insieme in questo lungo anno,le parole scambiate qua e là, i “dolori” le gioie condivisi. La Capitale aspetta solo di essere “invasa” da ciclisti “caciaroni” e vestiti di mille colori per la pedalata notturna, organizzata con entusiasmo dall’”Imperatore” Vettorel. Pronti per l’ultima tappa??? |