| Martedì 30 Settembre 2008 12:13 |
24 CUP 2008: 24h di RomaRoma decreta i vincitori della 24h cup dell’anno: Embranati Mara e Capretti Francesco, in campo solo, portano alti i colori della Bossini e Folli. Parto per l’ultima tappa della cup con nel cuore ancora l’amarezza del ritiro della Val Rendena,consapevole ormai del mio terzo posto in classifica, desiderosa solo di completare con onore l’ultima tappa,accompagnando con gioia e serenità le mie amiche-avversarie,in questi ultimi chilometri.Alla carovana si è aggiunta Lisa Bacchiavini,nuovo acquisto del gruppo 24,come la sua età,ma con grandissima esperienza alle spalle, tre giri d’Italia donne elite e anni nel mondo delle ruote sottili. Tanti sono i volti che ritrovo: Costa Marco, Bisio Alessio, Livio Torresan. Tante le persone che, più o meno, hanno accompagnato le mie gambe, i miei pensieri, anche se solo per un tratto di questa strada. Roma mi accoglie con il suo ponentino, la sua parlata strascicata; un ottimo campus, dotato di docce, bagni e punto di ristoro, il suo “imperatore” Claudio,che ha fatto gli onori di casa,mettendomi subito a mio agio.In griglia di partenza si crea un po’ di confusione, smarrisco la bici e mi ritrovo a partire nelle retrovie, ma non mi preoccupo:oggi della mia “gara”,del mio percorso, non voglio lasciarmene sfuggire un solo chilometro, come in una slow motion, in una slow way of life, che è però ricca di sensazioni. Pedalo tranquilla, accompagnata dal mio Antonio,che si prende cura di me,con pazienza certosina.Mi metto alla ruota di Livio Torresan e Marco Costa, che parlottano.Peccato non veda Ausilia Vistarini. Il ponentino sale e con lui anche la polvere,ma il sole mi rallegra e rende leggera. Come sempre solo dopo qualche ora riesco veramente ad entrare in simbiosi con il percorso, la mia bici e i miei battiti cardiaci;giusto il tempo di incrociare Lisa, e da lì anche Ilaria Balzarotti.Iniziamo così a procedere insieme, alternandoci alla testa del treno, facendoci compagnia, ridendo e sorridendo, lasciando che il tempo e il tramonto scivolino via leggeri. Sto, stiamo bene, Ilaria forse sente le pressione della gara stessa, com’è giusto che sia, visto che è in lizza per la cup. Vorrei poterle dare la gioia nel vivere momenti talmente unici:condividere un tramonto che avvolge,un percorso che impegna e mette alla prova,vivere le stesse fatiche, paure. Organizziamo anche i “pit stop” e precise e metodiche ci troviamo anche a fare una “plinplin” di gruppo: Lisa si diverte e ride a squarciagola!Seguo distrattamente l’andamento della gara, sono solo concentrata nella guida, visto che mai come in questa gara spesso devo stare attenta non cadere e essere travolta. Nella mia “pit area” si alternano amici romani che vengono anche solo per un sorriso regalandomi una gioia immensa. Il percorso,anche se praticamente tutto in piano,nei suoi tratti finali alla lunga si fa sentire, soprattutto nel fondosella,visto che è un passaggio molto disconnesso ai bordi di un campo di patate. Incantevole e magico è il suo dipanarsi vicino all’acquedotto romano, che stupisce per la sua maestosità e mistero. E’ un tracciato che non impegna, ma alla lunga lascerà i segni, proprio perché preso sottogamba. ”Make all your dreams come true” Johnny G. mi scrive da Santa Barbara. Come una piccola nuvola sempre in movimento,ma sempre alla ricerca del proprio spazio di cielo, così pure io mi sento volare verso un cielo che velocemente si scurisce e viene ilumminato lontanamente dalle luci arancioni della città, che pulsa di una vita brulicante. Decido di cenare velocemente con la mia solita pasta,oggi alla ‘matriciana,per rispetto romano.Ilaria mantiene regolarità e prosegue senza interruzioni.Lisa è una forza della natura:chiacchiera, ride scherza, sempre con quel suo accento reggiano, che mi fa morire. Solo una volta incontro Embranati Mara, che mi passa ad una velocità impressionante. Lisa rilancia, prendendole la ruota ,io proseguo regolare e più lenta. Verso le 2 am, opto per un pisolino. Seppur breve, preferisco riposare ora per poter essere più fresca nella seconda parte della gara, senza avere crolli alla vista del sole. Mi risveglio, esco dalla tenda. Pronti, via! Le cerco, spero di vedere Ausilia. Mi passa Lorenza Menapace, impegnata con la squadra della val Rendena, poi…”strank!” E’ un attimo e sono a terra. Vedo il biker che mi ha investito, lo chiamo, neanche si gira. Provo ad alzarmi ma ricado a terra. Io giro, no la mia testa gira. Mi soccorrono prontamente due biker sopraggiunti di li a poco: una ragazza romana gentilissima e Tano, ormai un mio “compagno” in queste avventure. La mia gara finisce così, con una visita prolungata al Sangiovanni, qualche punto ad un gomito ed un trauma cranico; con Ausilia che finalmente incontro, ma ormai sono a terra: Vai Ausilia, pedala, fallo per me! Dal pronto soccorso la mia mente non si ferma mai, sono un leone in gabbia che si dimena. Penso ad Ilaria, che mi aspetta sul tracciato ed alla promessa fatta: la mantengo Pippi! Le terme ci aspettano! Tieni duro! Piango ma dalla rabbia per essere costretta, sporca di polvere su un candido lettino d’ospedale. La gara prosegue ed implacabile la stanchezza inizia a farsi strada: purtroppo Ilaria cede e alle 8 circa termina il suo cammino. Ausilia farà altrettanto, appena prima il superamento in numero di giri dell’amica: niente commenti, ho, abbiamo solo da imparare da un simile meraviglioso esempio di vera amicizia. Mara e Lisa ancora spingono alte velocità: ne risulta vincitrice la prima, che è protagonista di una prestazione inaspettata e che ha dell’incredibile: quinta in classifica generale! Stupisce una donna capace di tanto,ma forse la consapevolezza di andare verso la vittoria della cup ha dato a Mara un’energia insperata forse anche da lei stessa. Mi scuso se mi sono dilungata sulla gara femminile, ma in questo frangente le donne meritavano più voce, visto che hanno battagliato fino all’ultimo chilometro per una vittoria della cup 2008. Resta acceso un importante dibattito,da me iniziato casualmente lo scorso numero, che si è acuito dopo il mio infortunio,anche se passeggero,sulle difficoltà che i “solo” incontrano lungo il percorso,determinate da squadristi che forse alla ricerca di qualche secondo in più, troppe volte investono coloro che magari sono su una sella da più ore e che hanno ormai nelle gambe ben oltre i 250 km.In campo maschile Pigato Andrea ha la meglio su Burri Christian, seguito dal tedesco Mueller Pascal. Il team Tonica, capitanato dal grande Massimo Folcarelli, vince la classifica a squadre, dopo una gara tiratissima, battagliando con i due team della Bossini e Folli. L’anno 2008 è così archiviato. In campo solo femminile posso affermare con certezza quanto il livello delle biker sia notevolmente migiorato, aumentando non solo per l’aumento velocità media, ma e soprattutto per il notevole numero di ore pedalate nella gara stessa. Un brave a tutte noi Mirella, Luciana, Barbara e tante altre. Queste ultime parole solo per palesare il mio grazie: ognuno di voi è per me fonte di conoscenza, saggezza e gioia. A voi solo, tutti, vorrei darvi parole, che anche se limitate, possono regalare molto: ”Quante volte ho guardato al cielo, che non è solo una macchia scura. Quante volte avrei preso il volo, con la presenza di chi è andato già…prendi un barattolo di vernice ed ricominciamo a dipingere questo mondo grigio dell’amicizia che rincorri da sempre” (R. Zero). Con il vostro mp3 ascoltate queste parole: la nostra grande energia è la capacità di credere nei sogni. Continuiamo a farlo, nel silenzio delle pieghe della nostra Vita, ma uniti dallo stesso fuoco dentro! All’anno prossimo! |