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UN MOMENTO IMPORTANTE DELLA MIA VITA DI ATLETA
E PERSONA: IL RECORD DELLE 12 E 24 ORE IN PISTA A
BUSTO GAROLFO.
Dopo 13 anni riesco a demolire il record stabitilo dall'americana Seana Hogan; dopo un anno il mio desiderio di aiutare Mattia prende forma!!!
Tanti sono i risultati sportivi che incantano e fanno sognare:chi non ricorda atleti del calibro di Serhij Bubka che sembrava sfidare la forza di gravità, con la sua asta, oppure Carl Lewis, che volava come il vento. Eppure anche un ragazzo di nome Forrest Gump, protagonista di uno dei film vincitori di ben 6 statuette dell’Oscar nel 1995,con la sua corsa infinita attraverso gli USA lasciò attoniti milioni di spettatori. Lui correva senza meta, ma in lui le persone rivedevano il desiderio di credere nei sogni, di combattere, di andare oltre il limite… Io ero una di quei milioni di spettatori, attonita da tale impresa: ho sempre creduto che ognuno di noi, piccolo grande Forrest Gump, avrebbe potuto portare per le strade una giusta causa, correre verso l’orizzonte per dare voce a chi non l’ha, come fece Terry Fox, ragazzo, maratoneta affetto da tumore osseo che corse come un leone per gli Stati Uniti per raccogliere fondi per la ricerca.Ancora oggi, dopo anni, lo ricordiamo con una maratona per le strade di Milano:piccolo, grande indimenticabile eroe. Esempi di virtù, coraggio e determinazione che tanto ammiro e dai quali ricevo continui stimoli. Il mio contatto con la bici è avvenuto in tarda età ,ma non per questo il mio sogno di poter aiutare ed essere utile, utilizzando ciò che il buon Dio mi aveva regalato come una dote, due gambe forti, ha smesso di essere tale, anzi si è rafforzato sempre piu’. L’ultracycling da subito si è rilevata la mia disciplina:le lunghe distanze mi permettono di essere Anna, semplicemente…La fortuna di aver incontrato lungo il cammino persone che credono non solo in me, ma anche nei miei sogni, ha fatto il resto: Vedana Fabio, il mio preparatore, sempre al mio fianco, è per me il vero pilastro portante, colui che tecnicamente e psicologicamente disegna allenamenti e “mental training” dandomi un binario sul quale procedere verso ogni appuntamento importante. Frugeri Ottaviano ed Uccio,veri artigiani “di pancia” del ciclismo italiano ,li ricordo il primo giorno che li vidi: subito mi accolsero e fornirono il ciclo mulino, fondamentale per i miei allenamenti di forza, la bici, ormai la mia “prolunga”, e tutto il loro aiuto pratico e meccanico. Perché una premessa tanto lunga? Perché un record come quello vissuto il 10-11 settembre non rappresenta il risultato del singolo atleta, ma dall’unione di tante piccole tessere che si incastrano perfettamente come un puzzle.

Ecco qui il team al gran completo: Alla mia destra Mattia, Roberto trotta, ultracycler, Ottaviano Frugeri, il mio fidanzato Stefano Bianchi Mordini, il mio procuratore Alfredo orioli, la grande ex pro Elisabetta maffeis; alla mia sinistra il giudice Francesco Guarneri, Greta bimba di Stefano, ora mia compagna di giochi ed avventure,dietro di lei Vedana Fabio.Lateralmente un giudice della Società Cronometristi italiani.
Il mio anno agonistico è stato molto particolare in quest’anno: poche gare, solo il campionato italiano di ultracycling e quello di mtb, qualche granfondo…Il vero evento sarebbe stato il record. Focalizzare tutte le proprie energie in un solo giorno, atteso un anno, è sicuramente psicologicamente impegnativo, ma dopo lunghi allenamenti in solitaria, accompagnata sempre dall’auto con il mio compagno e le bimbe che con amore mi assistono, danno forza e sorrisi, ho compreso che la capacità di stare bene con se stessi è la chiave di partenza per queste lunghissime maratone del ciclismo, e non solo.
Eccoci arrivati al passo Spulga, Greta, la sorellina Sara ed io...
Il mio record, vissuto in pista, sapevo sarebbe stato completamente differente da tutto ciò che avevo vissuto fino a quel momento: Australia, Canada, Dolomiti, sono luoghi che rendono magica una 24 ore…ma una pista??
Partita serena e determinata, da subito ho compreso che potevo spingermi oltre la media dei 35km/h, ma ho preferito andare in “conserva”. Il caldo è stato il primo compagno, seguito da una brezza che infastidisce se continui a trovartela avanti…La ruota è sempre posizionata su due linee, una nera ed una rossa.Le vibrazioni continue, il rumore, ovattato dal casco, quello della lenticolare: Come fossi la protagonista di un videogame, percepivo superficialmente ciò che avveniva sulle tribune e lungo i bordi pista.La mente automaticamente mi ha isolata dal mondo esterno, amplificando la percezione di “Anna”: stavo bene con me stessa, anche se la schiena era un dolore costante:sullo scatto fisso non puoi alzarti in piedi e fare esercizi di allungamento.Ecco perché il cambio bici, con una da strada con cambi, anche se mi ha rallentata per qualche ora, mi ha portata devo dire facilmente ad un record inatteso, quello delle 12 ore.Ero così veloce e nemmeno me ne sono accorta?
Quello il momento nel quale , per la prima volta ho avuto la consapevolezza che avrei potuto fare anche il vero record, quello delle 24 h.Gli ultimi chilometri verso le 12 ore ho implementato la velocità passandolo a 32km%h di media:sensazione meravigliosa.volavo e avrei potuto fare meglio, ma ancora 12 ore erano davanti ed è meglio conservare le energie.
Eccomi a fare la pasua per la cena: minestrone!!!
 La notte, arrivata presto con una luna immensa, mi ha ricordato che ero in pista, con due linee, una nera e una rossa;dal bordo della pista tutti continuavano a chiamarmi, a farmi parlare per tenermi vigile. Ho cantato, ripassato qualche poesia classica e ripetuto la quarta egloga di Virgilio: Sicelides Musae paulo majora canamus. Non homnes arbusta juvant humilesque myricae. Si canimus silavs silvae sint consule digne…”Questa è la mente umana se lasciata libera di vagare. Non vedevo più alcuna linea avanti alla mia ruota, ma osservavo il sole albeggiare,stupita fosse già arrivato.All’arrivo di Mattia il mio percepire il dolore che dalla schiena era arrivato al ginocchio, forse per una mia pedalata scomposta, è diventato solo un elemento che mi avrebbe rallentato, ma non fermato.Ho sofferto mentalmente i chilometri tra il 500 ed il 600:scherzando urlavo ad Ottaviano:per Napoli sempre dritto?Il suo sorriso era divertente, sapevo che ormai eravamo arrivati e quasi mi spiaceva.Ad occhi chiusi ho raggiunto i 660km e quasi improvvisamente ho sentito la voce di Fabio Vedana che scandiva il contdown dei giri: il pubblico presente in un sielenzio quasi surreale mi accompagnava trepidante. Superare il record è stato come liberare qualcosa che dentro esplodeva e non voleva darmi pace:tensioni, paure, limiti che ci diamo e fermano..tutto era svanito: Ora si mi sentivo volare verso quel sogno che tanto speravo, con Mattia vicino che forse aveva potuto dire al mondo. Io ci sono!!!Eccomi! …Ed io che ora scrivo queste parole so che il mio dolore fisico è passato, mentre le sue medicazioni, sono giornaliere, le sue sofferenze quotidiane, le sue battaglie presenti e forti…
 Abbiamo portato il record in Italia, grazie alla famiglia che ho vicino, Frugeri, Fabio, Roberto, Marco, Juri…Grazie a Stefano, mio compagno che sempre mi sostiene insieme a Greta, con amore;abbiamo dato una speranza a Mattia, che chiede solo di poterlo accettare per quello che è, di credere che la terapia genica possa aiutarlo, di accompagnarlo qualche volta allo stadio, perché il Milan è il Milan..come dice sempre lui!!!!
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