About Me

“In questa notte fantastica

Che tutto sembra possibile

Mentre nel cielo si arrampica

Un desiderio invincibile

Che lascia una scia…”

Jovanotti

I giorni che precedono un evento tale sono sempre pieni di tante paure, desideri e infiniti sogni. Tutto sarebbe stato possibile in quella lunga notte, il desiderio di raggiungere un record, anche solo uno, dava al desiderio una forza invincibile. Cosi sono partita alle ore 22 del 6 dicembre 2013, con un desiderio invincibile, una forza infinita ed una tensione che ha rallentato alle volte, il mio gesto atletico. Alla partenza i bimbi mi hanno dato grandi sorrisi e tanta fiducia. Io ho portato con me la grande responsabilità di dover portare il piu lontano possibile la loro voce. Le prime sei ore, a Montichiari, la mia bici è andata mediamente veloce, forse perchè il motore che la spingeva era troppo teso, la testa non era libera di volare e lo stomaco indurito per poter mangiare con serenità. Sono una persona positiva, che crede si possa, nel tempo, trovare dentro a noi stessi un “balance”, un equilibrio, che possa farci vivere nella completa armonia, anche su una bici. Ho così iniziato a concentrarmi sulla ricerca del mio equilibrio interiore, annulando ogni elemento esterno, chiudendo il mio sguardo e la mia consapevolezza solo sulle sensazioni che provenivano da ogni singola cellula del mio corpo. Stavo bene, ero allenata x un tale evento; avevo sognato, preparato, aspettato tanto quel momento. Ho così iniziato a sentire leggero il cuore, a sorridere, a provare un immenso piacere di pedalare con una farfalla sulle spalle: io volavo con loro, per loro lungo un anello di 250 metri, che sembrava non finire mai. Avvicinandomi alle 12 ore ho lottato con i denti per recuperare la media che avevo perso nelle prime sei ore, anche a causa di un malessere allo stomaco, che mi impediva di mangiare. Purtroppo il record outdoor che volevo ottenere è stato mancato per soli 400 mt, ma la mia velocità era talmente elevata che ho proseguito senza alcun problema, se non una caduta durante un passaggio della borraccia, nel quale ho investito in pieno mio marito: insieme anche in questa avventura, anche nel cadere. Tale velocità mi ha avvicinato alle 24 ore con un tale vantaggio sul record outdoor delle 24 ore che ho potuto goderne ogni singolo metro. Le gambe forti e salde. Il cuore sereno e felice, le sensazioni e le emozioni, positive ed intense, mi hanno accompagnato verso le 24 ore magnificamente. Sulla sella non mi rendevo nemmeno più conto che stavo girando in tondo da cosi tanto tempo, non vi era un vero riferimento intorno a me. Tutto era dentro di me, parole pensieri e sensazioni positive mi avevano rinchiuso in un mondo meraviglioso nel quale ho incontrato i bimbi farfalla e la loro gioia, si, la loro gioia, non sofferenza. Li ho visti sorridere, urlare di gioia e correre felici, esattamente come me. Così abbiamo superato il record un’ora prima circa lo scadere delle 24 ore…i 60 minuti rimasti, dopo un breve festeggiamento durante la pedalata, ho ripreso a spingere con vigore, per cercare di ottenere la distanza più ampia possibile dalla precedente. 20 chilometri se non di più..ecco di quanto lo abbiamo superato! Per chi pedala, sa cosa sono 20 chilometri…

La gioia immensa mi ha ridato la forza per ripartire verso il vero grande goal, i 1000 chilometri. Ho ripreso con una media piu tranquilla e rilassata. Ho pedalato respirando ogni metro in profondita e trovandomi a recitare l’Ave Maria, a cantare con Jovanotti” Ti porto via con me! In questa notte fantastica” Si, era la seconda notte ed io non mi alimentavo, il mio stomaco ribelle aveva preso il sopravvento. Questo il vero motivo che mi ha fermato alla 32 esima ora, dopo 900 km pedalati. Il mio corpo era vuoto di liquidi, di qualsiasi residuo di forza fisica…non mentale. Ero tranquilla e serena, ma purtroppo la debolezza era tale che faticavo anche a stare in piedi. Ecco perché ho rinunciato a raggiungere i mille chilometri senza particolare preoccupazione o senso di sconfitta: la resa alle volte è la vera vittoria. Il mio corpo è lo strumento che il buon Dio mi ha donato e se queste gambe potranno ancora dare voce ai bambini è anche perché in quel momento, ascoltandolo, ho scelto di fermarmi e di darmi un’altra possibilità di ritentare, in un futuro prossimo. Ecco perché arrivare ai 900 chilometri mi ha dato una grande forza:la consapevolezza di aver fatto tanto si tramuta in desiderio di un traguardo assolutamente raggiungibile, ancora per loro, per i loro sorrisi e speranza.

Risultati ottenuti? 4 record mondiali inddor: 100 miglia, 200 miglia, 12 e 24 ore. Assoluto: 24 ore! E’ stato un momento particolare della mia vita, che mi ha vista protagonista di un tentativo unico al mondo, che nessuna mai aveva provato. Allo stesso modo la voce data ai bambini farfalla ha fatto sì che tanti ormai conoscono le loro sofferenze, sono sensibili e consapevoli della eb. Mai come ora la voce è diventata un urlo, nonostante sia dal 2010 che pedalo con una farfalla sulla maglia. Ecco perche è stato un momento particolare:a desso le persone non hanno piu bisogno di chiedermi, in bici, in strada, cosa è la farfalla che ho sulla maglia. Adesso riconoscono il logo ed urlano: forza Anna, non mollare!!Siamo con te, siamo con voi, siamo con i bambini!

 

“Senti il dolore si scioglie nel tempo

Che scorre e che scivola via

Non resterò qui a guardare

Ho già iniziato a viaggiare”

Jovanotti così cantava quella sera…così io, non resto a guardare…e so che lungo il cammino, qualche altro ciclista, pedalatore, indosserà quella maglia, quelle ali…farà suo questo progetto.

Ti, vi porto via con me!!!!!